Aggiungi alla Whislist

PROPRIETà AGGIUNTA ALLA WHISHLIST

Ricordate di effettuare il login per evitare di perdere i dati non salvati.

Email
Contatta Romolini Immobiliare

UN PO' DI STORIA...

Abitato prima dagli Etruschi che ne fecero un importante porto commerciale e poi dai Romani che vi costruirono altre città e ville (particolarmente interessante quella degli Enobarbi), la penisola dell’Argentario fu particolarmente apprezzata nel medioevo come piazzaforte difensiva. Nel Duecento la penisola passò agli Aldobrandeschi, già proprietari di numerose fortezze nella Maremma. Proprio loro costruirono la fortezza di Porto Ercole prima che il territorio passasse nelle mani della famiglia Orsini nel 1293 come dote dell’ultima Aldobrandeschi (Anastasia). A livello economico e sociale non cambiò nulla, così come nulla cambiò quando nel 1410 Ladislao d’Angiò conquistò la penisola.

Alla morte di Ladislao (1414) l’Argentario passò per prossimità alla Repubblica di Siena assieme ad Orbetello. Le incursioni dei pirati barbareschi e le politiche non sempre oculate di Siena causarono un progressivo impoverimento della regione, aggravata ulteriormente dalle epidemie scatenate dai marinai che approdavano nei porti della penisola. Realizzando quanto fosse deleterio il possesso della regione per la Repubblica, i senesi tentarono più volte di liberarsi dell’Argentario senza successo. Costretti a tenere la regione, Siena si risolse a potenziare il sistema difensivo dell’isola con l’erezione di torri e fortezze che tuttavia non riuscirono mai a contrastare le incursioni. Con la guerra tra Firenze (appoggiata dagli spagnoli) e Siena (appoggiata dai francesi) e la sconfitta di quest’ultima, l’Argentario divenne l’ultimo baluardo della Repubblica prima di cadere definitivamente nelle mani degli assedianti spagnoli. La regione, assieme ad altri possedimenti costieri (Orbetello, Talamone, Capalbio e l’Isola d’Elba), divenne parte del cosiddetto Stato dei Presidi, un piccolo staterello costiero con funzione difensiva posto tra il dominio dei Medici e lo Stato della Chiesa.

Tra il 1563 e il 1571 vennero costruite 17 torri costiere e due forti, mentre la Rocca Aldobrandeschi fu rimessa in sesto e potenziata. Le fortificazioni permisero di respingere l’assedio francese del 1646 e da quel momento l’Argentario conobbe un periodo di pace e propserità destinato a durare cinquant’anni.

La conclusione della Guerra di successione spagnola nel 1714 (Pace di Rastatt) portò l’Argentario sotto il dominio austriaco fino al 1738 quando la regione rientrò nei possedimenti spagnoli. Nel 1800 lo Stato dei Presidi venne inglobato nel Regno d’Etruria napoleonico e tale rimarrà fino al 1815, quando il Congresso di Vienna assegnò il Granducato di Toscana agli austriaci con la famiglia Lorena. Il governo illuminato di Pietro Leopoldo e dei suoi successori portò alla bonifica delle paludi maremmane e alla costruzione della diga di congiunzione tra l’Argentario e Orbetello.

Nel 1859, all’abdicazio e di Leopoldo II, l’Argentario passò nelle mani del Governo Provvisorio Toscano e da qui, l’anno seguente, al Regno d’Italia tramite plebiscito.

La posizione del promontorio che ne aveva decretato la fortuna in epoca spagnola tornò utile anche ai tedeschi in ritirata nella penisola durante la risalita anglo-americana nel tra il 1943 e il 1945. Porto Santo Stefano, usato dai tedeschi come punto di rifornimento e come attracco per la Kriegsmarine, fu duramente bombardato dagli Alleati e alla fine del conflitto il 96% del patrimonio edilizio della città era stato distrutto.


ARGENTARIO, TOSCANA | VILLE IN VENDITA, VILLA VISTA MARE IN VENDITA



Non avete trovato quello che stavate cercando?


CONTATTATECI E VI RISPONDEREMO IL PRIMA POSSIBILE!

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

Per ricevere in tempo reale tutte le nuove proposte di Romolini Immobiliare.